Si chiedono preghiere…

[24/03, 14:48] XX: Si chiedono preghiere per una ragazza. Ha partorito domenica mattina ed è entrata in coma a causa di una di malattia celebrale . Non lasciamola sola. La famiglia chiede disperatamente preghiera. I dottori le hanno detto che solo con un miracolo può riabbracciare suo figlio di pochi giorni. Ha appena 24 anni e x i dottori  è  in fin di vita.  si chiama Ada affidiamola urgentemente alla Misericordia di Gesù perché a Lui niente è impossibile. Per piacere, inviate questo messaggio a tutti i gruppi e a tutti i sacerdoti affinché il nostro Dio guarisca questa giovane madre e ridoni il sorriso a questa famiglia .

Don Giuseppe
[24/03, 14:48] XX: È il parroco di Pietrelcina

In questo caso, la Coroncina della Divina Misericordia aiuta moltissimo perché è diretta agli agonizzanti.
Chiediamo a Gesù che la faccia uscire dal coma, affinché la bambina non rimanga senza madre. Però, se così non fosse, chiediamo a Gesù e alla Vergine Maria che dia la forza necessaria alla Famiglia di accettare ciò che non si può cambiare, di non perdere la fede e che la bambina rimanga sotto la protezione della Vergine Maria. Grazie a tutti.

MiIglesia

Apparizione annuale della Regina della Pace a Mirjana Dragićević-Soldo 18 marzo 2017

La veggente Mirjana Dragićević-Soldo ha avuto apparizioni giornaliere dal 24 giugno 1981 fino al 25 dicembre 1982. In occasione della sua ultima apparizione quotidiana, rivelandole il decimo segreto, la Vergine le rivelò che avrebbe avuto apparizioni annuali il 18 marzo e così è stato in tutti questi anni. Più di mille pellegrini si sono riuniti per la preghiera del rosario. L’apparizione è iniziata alle 13:44 ed è durata fino alle 13:48.

“Cari figli, mio desiderio materno è che i vostri cuori siano colmi di pace e che le vostre anime siano pure per poter, nella presenza di mio Figlio, vedere il suo volto; perché, figli miei, io come madre lo so, so che siete assetati di consolazione, speranza e di protezione. Voi, figli miei, consapevolmente o non consapevolmente, cercate mio Figlio. Anche io, vivendo questo tempo sereno, gioivo, soffrivo e con pazienza sopportavo il dolore, finché mio Figlio, in tutta la sua gloria, non l’ha cancellato. E perciò dico a mio Figlio: Aiutali sempre. Voi figli miei, illuminate il buio dell’egoismo che sempre più avvolge i miei figli. Siate generosi. Che le vostre mani e il vostro cuore siano sempre aperti. Non abbiate paura! Abbandonatevi a mio Figlio con fiducia e con la speranza. Guardate verso di Lui. Vivete la vita con amore. Amare significa donarsi, sopportare e mai giudicare. Amare significa vivere le parole di mio Figlio. Figli miei, come madre vi parlo: solo l’amore sincero porta all’eterna felicità. Vi ringrazio”.

The annual apparition of our Lady of the Peace to Mirjana Dragicevic-Soldo on march 18, 2017

The visionary Mirjana Dragicevic-Soldo had daily apparitions from June 24th 1981 to December 25th 1982. During the last daily apparition, Our Lady gave her the 10th secret, and told her that she would appear to her once a year, on the 18th of March. It has been this way through the years. Several thousand pilgrims gathered in prayer of the Rosary. The apparition lasted from 13:44 to 13:48.

“Dear children! My motherly desire is for your hearts to be filled with peace, and for your souls to be pure so that in the presence of my Son you could see His face. Because, my children, as a mother I know that you thirst for consolation, hope and protection. You, my children, consciously and unconsciously are seeking my Son. I also, as I passed the time on earth, rejoiced, suffered and patiently endured pains, until my Son, in all His glory, removed them. And that is why I am saying to my Son: help them always. You, my children, with true love, illuminate the darkness of selfishness which all the more envelopes my children. Be generous. May both your hands and heart always be open. Do not be afraid. Abandon yourselves to my Son with trust and hope. As you look towards Him, live life with love. To love means to give oneself, to endure, and never to judge. To love means to live the words of my Son. My children, as a mother I am speaking to you: only true love leads to eternal happiness. Thank you.”

Mensaje de la Virgen de la Paz en Medjugorje del 18 de Marzo 2017

“Queridos hijos, mi deseo maternal es que sus corazones estén llenos de paz y que sus almas sean puras, para que, en la presencia de mi Hijo, puedan ver su Rostro. Porque, hijos míos, yo como Madre sé que están sedientos de consuelo, de esperanza y de protección. Ustedes, hijos míos consciente o inconscientemente buscan a mi Hijo. También yo, mientras vivía en el tiempo terreno, me alegraba, sufría y soportaba con paciencia los dolores, hasta que mi Hijo, en toda su gloria, los suprimió. Y por eso digo a mi Hijo: “Ayúdalos siempre”. Ustedes, hijos míos, con un amor verdadero, iluminen la oscuridad del egoísmo, que envuelve cada vez más a mis hijos. Sean generosos: que sus manos y su corazón estén siempre abiertos. No tengan miedo, abandónense a mi Hijo con confianza y esperanza. Mirándolo a Él, vivan la vida con amor. Amar significa darse, soportar y nunca juzgar. Amar significa vivir las palabras de mi Hijo. Hijos míos, como Madre les digo que solo el amor verdadero lleva a la felicidad eterna. ¡Les doy las gracias!”.

New! Nuova App della Coroncina alla Divina Misericordia

Ciao a tutti! Vi presentiamo la nostra nuova App dedicata alla Coroncina della Divina Misericordia! Abbiamo sviluppato due versioni: Lite e Pro. La Lite è gratis, con pubblicità controllate e contiene solo la Coroncina della Misericordia con audio, testi e immagini. La Pro costa 3€ (una volta comprata rimarrà sempre con voi) e contiene una serie di meditazioni ed esercizi spirituali improntati sulle opere di Misericordia, pensieri di Santa Faustina Kowalska, la novena della Divina Misericordia con invocazioni. Con il tempo la Pro continuerà ad affinarsi. Noi di mRobot.eu speriamo che vi sia di grande aiuto soprattutto in questa Quaresima e, ovviamente, per tutto il resto dell’anno. Che la Misericordia vi accompagni!

Bisogna intensificare l’orazione del Rosario e della Coroncina…

Per favore, bisogna intensificare l’orazione del Rosario e della Coroncina della Divina Misericordia per tutti coloro che stanno tentando di difendere la Verità delle cose nei vari governi del mondo. Sono fortemente sotto attacco e se lo sono, significa che stanno agendo bene e c’è chi vuole fermarli. Non è una questione da prendere sotto gamba. Ricordiamoci che la Madonna di Fatima aveva previsto tutto questo (ritorno del satanismo, dissoluzione della santità della famiglia, perversioni, ecc. ecc.).  Quando esiste qualcuno che vuole fermare ciò che è male, viene attaccato in tutti i modi. In Spagna come negli USA. Questo è un tempo di enormi confusioni e bisogna saper leggere i segni dei tempi per vedere quali sono realmente i frutti. Non potendo sapere le reali intenzioni delle persone, soprattutto dei politici, bisogna pregare perché chi sta dalla parte di Dio e della Verità possa agire. Pregate, pregate, pregate!

P.S. Bisogna anche pregare per coloro che non conoscono Dio, che non conoscono il Vero Amore e che sono schiavi del diavolo (il principe del male), senza rendersene conto. Perché avvenga il grande miracolo della vera conversione, anche di coloro che sono i più impenitenti. Pregare, pregare, pregare!

We must intensify the prayer of the Rosary and the Ring of…

Please, we must intensify the prayer of the Rosary and the Chaplet of Divine Mercy for all those who are trying to defend the truth of things in the various governments of the world. They are heavily under attack and if they are, it means that they are doing well and there are those who want to stop them. Let us remember that Our Lady of Fatima had foreseen all this (return of satanism, dissolution of the sanctity of the family, perversions, etc. etc..). When there is someone who wants to stop what is bad, is attacked in every way. In Spain as in the US. This is a time of enormous confusion and must be able to read the signs of the times to see what are really the fruits. Not being able to know the real intentions of the people, especially politicians, we must pray because who is on the side of God and Truth can act. Pray, pray, pray!

P.S. We must also pray for those who do not know God, who do not know true love and who are slaves of the devil (the prince of evil), without realizing it. To occur the great miracle of true conversion, even of those who are the most unrepentant. Pray, pray, pray!

Intensificar el rezo del Rosario y de la Coronilla

Por favor, intensificad la oración del Rosario y de la Coronilla de la Divina Misericordia para todos aquellos que intentan defender la Verdad de las cosas en los gobiernos del mundo. Quien está de la parte de la Verdad está bajo fuertes ataques. Acordémonos que la Virgen de Fatima ya lo había dicho: retorno del satanismo, destrucción de la santidad de la Familia, perversiones, etc. Cuando hay personas que luchan en contra del mal, hay otras que las atacan, en Latino America, en USA y también en Europa. Nuestras armas son aquellas de la Luz por lo tanto, hay que rezar y mucho. Este es un tiempo de grandes confusiones espirituales e ideológicas. Nosotros no podemos saber las reales intenciones de las personas y, sobre todo, de los políticos, por lo tanto, hay que rezar a Jesús y a la Virgen para que quién está de la parte de la Verdad y del Bien, que es Dios, pueda actuar conforme a Su Voluntad.

Padre Lampert, exorcista designado para la archidócesis de Indianápolis del 2005 explicó que los católicos deben asistir a Misa, recibir la Eucaristía y confesarse, pues es una fuerte protección contra el mal.

P.D. Hay que rezar también para quien no conoce el Amor de Dios, para aquellos que están bajo el influjo del diablo y no lo saben. Que vuelvan a Dios, que acepten Su Amor, también los pecadores más impenitentes. Rezar para ellos, rezar con Amor.

Mensaje del Papa Francisco para la Cuaresma 2017


(RV).- «La Palabra es un don. El otro es un don». Es el Mensaje cuaresmal del Papa Francisco, que ha querido centrar «en la parábola del hombre rico y el pobre Lázaro (cf. Lc 16,19-31)».

«Dejémonos guiar por este relato tan significativo, que nos da la clave para entender cómo hemos de comportarnos para alcanzar la verdadera felicidad y la vida eterna, exhortándonos a una sincera conversión», escribe el Obispo de Roma, en su Mensaje, que fue presentado hoy en la Oficina de Prensa de la Santa Sede.

Tras hacer hincapié en que el camino cuaresmal «es un nuevo comienzo, un camino que nos lleva a un destino seguro: la Pascua de Resurrección, la victoria de Cristo sobre la muerte», señala que, en «este tiempo, recibimos siempre una fuerte llamada a la conversión: el cristiano está llamado a volver a Dios «de todo corazón» (Jl 2,12), a no contentarse con una vida mediocre, sino a crecer en la amistad con el Señor».

El Papa reitera que «Jesús es el amigo fiel que nunca nos abandona, porque incluso cuando pecamos espera pacientemente que volvamos a él y, con esta espera, manifiesta su voluntad de perdonar (cf. Homilía, 8 enero 2016)».

«La Cuaresma es un tiempo propicio para intensificar la vida del espíritu a través de los medios santos que la Iglesia nos ofrece: el ayuno, la oración y la limosna», recuerda asimismo el Santo Padre, añadiendo luego que, «en la base de todo está la Palabra de Dios, que en este tiempo se nos invita a escuchar y a meditar con mayor frecuencia».

«El otro es un don», «El pecado nos ciega», «La Palabra es un don». Son los tres puntos en los que reflexiona el Papa Francisco.

«Lázaro nos enseña que el otro es un don. La justa relación con las personas consiste en reconocer con gratitud su valor. Incluso el pobre en la puerta del rico, no es una carga molesta, sino una llamada a convertirse y a cambiar de vida. La primera invitación que nos hace esta parábola es la de abrir la puerta de nuestro corazón al otro, porque cada persona es un don, sea vecino nuestro o un pobre desconocido. La Cuaresma es un tiempo propicio para abrir la puerta a cualquier necesitado y reconocer en él o en ella el rostro de Cristo. Cada uno de nosotros los encontramos en nuestro camino. Cada vida que encontramos es un don y merece acogida, respeto y amor. La Palabra de Dios nos ayuda a abrir los ojos para acoger la vida y amarla, sobre todo cuando es débil. Pero para hacer esto hay que tomar en serio también lo que el Evangelio nos revela acerca del hombre rico» (n. 1)

Con el apóstol Pablo el Papa reitera que «la codicia es la raíz de todos los males» (1 Tm 6,10)». Y añade que «ésta es la causa principal de la corrupción y fuente de envidias, pleitos y recelos. El dinero puede llegar a dominarnos hasta convertirse en un ídolo tiránico (cf. Exh. ap. Evangelii gaudium, 55). En lugar de ser un instrumento a nuestro servicio para hacer el bien y ejercer la solidaridad con los demás, el dinero puede someternos, a nosotros y a todo el mundo, a una lógica egoísta que no deja lugar al amor e impide la paz» (n. 2)

«El Evangelio del rico y el pobre Lázaro nos ayuda a prepararnos bien para la Pascua que se acerca. La liturgia del Miércoles de Ceniza nos invita a vivir una experiencia semejante a la que el rico ha vivido de manera muy dramática», asegura una vez más el Santo Padre y subraya que «el verdadero problema del rico: la raíz de sus males está en no prestar oído a la Palabra de Dios; esto es lo que le llevó a no amar ya a Dios y por tanto a despreciar al prójimo. La Palabra de Dios es una fuerza viva, capaz de suscitar la conversión del corazón de los hombres y orientar nuevamente a Dios. Cerrar el corazón al don de Dios que habla tiene como efecto cerrar el corazón al don del hermano». (n. 3)

Antes de concluir su Mensaje el Papa Francisco exhorta a «todos los fieles a que manifiesten también esta renovación espiritual participando en las campañas de Cuaresma, que muchas organizaciones de la Iglesia promueven en distintas partes del mundo, para que aumente la cultura del encuentro en la única familia humana».

Y a orar «unos por otros para que, participando de la victoria de Cristo, sepamos abrir nuestras puertas a los débiles y a los pobres. Entonces viviremos y daremos un testimonio pleno de la alegría de la Pascua».

(CdM – RV)

Texto completo del Mensaje del Papa Francisco:

La Palabra es un don. El otro es un don

Queridos hermanos y hermanas:

La Cuaresma es un nuevo comienzo, un camino que nos lleva a un destino seguro: la Pascua de Resurrección, la victoria de Cristo sobre la muerte. Y en este tiempo recibimos siempre una fuerte llamada a la conversión: el cristiano está llamado a volver a Dios «de todo corazón» (Jl 2,12), a no contentarse con una vida mediocre, sino a crecer en la amistad con el Señor. Jesús es el amigo fiel que nunca nos abandona, porque incluso cuando pecamos espera pacientemente que volvamos a él y, con esta espera, manifiesta su voluntad de perdonar (cf. Homilía, 8 enero 2016).

La Cuaresma es un tiempo propicio para intensificar la vida del espíritu a través de los medios santos que la Iglesia nos ofrece: el ayuno, la oración y la limosna. En la base de todo está la Palabra de Dios, que en este tiempo se nos invita a escuchar y a meditar con mayor frecuencia. En concreto, quisiera centrarme aquí en la parábola del hombre rico y el pobre Lázaro (cf. Lc 16,19-31). Dejémonos guiar por este relato tan significativo, que nos da la clave para entender cómo hemos de comportarnos para alcanzar la verdadera felicidad y la vida eterna, exhortándonos a una sincera conversión.

  1. El otro es un don

La parábola comienza presentando a los dos personajes principales, pero el pobre es el que viene descrito con más detalle: él se encuentra en una situación desesperada y no tiene fuerza ni para levantarse, está echado a la puerta del rico y come las migajas que caen de su mesa, tiene llagas por todo el cuerpo y los perros vienen a lamérselas (cf. vv. 20-21). El cuadro es sombrío, y el hombre degradado y humillado.

La escena resulta aún más dramática si consideramos que el pobre se llama Lázaro: un nombre repleto de promesas, que significa literalmente «Dios ayuda». Este no es un personaje anónimo, tiene rasgos precisos y se presenta como alguien con una historia personal. Mientras que para el rico es como si fuera invisible, para nosotros es alguien conocido y casi familiar, tiene un rostro; y, como tal, es un don, un tesoro de valor incalculable, un ser querido, amado, recordado por Dios, aunque su condición concreta sea la de un desecho humano (cf. Homilía, 8 enero 2016).

Lázaro nos enseña que el otro es un don. La justa relación con las personas consiste en reconocer con gratitud su valor. Incluso el pobre en la puerta del rico, no es una carga molesta, sino una llamada a convertirse y a cambiar de vida. La primera invitación que nos hace esta parábola es la de abrir la puerta de nuestro corazón al otro, porque cada persona es un don, sea vecino nuestro o un pobre desconocido. La Cuaresma es un tiempo propicio para abrir la puerta a cualquier necesitado y reconocer en él o en ella el rostro de Cristo. Cada uno de nosotros los encontramos en nuestro camino. Cada vida que encontramos es un don y merece acogida, respeto y amor. La Palabra de Dios nos ayuda a abrir los ojos para acoger la vida y amarla, sobre todo cuando es débil. Pero para hacer esto hay que tomar en serio también lo que el Evangelio nos revela acerca del hombre rico.

  1. El pecado nos ciega

La parábola es despiadada al mostrar las contradicciones en las que se encuentra el rico (cf. v. 19). Este personaje, al contrario que el pobre Lázaro, no tiene un nombre, se le califica sólo como «rico». Su opulencia se manifiesta en la ropa que viste, de un lujo exagerado. La púrpura, en efecto, era muy valiosa, más que la plata y el oro, y por eso estaba reservada a las divinidades (cf. Jr 10,9) y a los reyes (cf. Jc 8,26). La tela era de un lino especial que contribuía a dar al aspecto un carácter casi sagrado. Por tanto, la riqueza de este hombre es excesiva, también porque la exhibía de manera habitual todos los días: «Banqueteaba espléndidamente cada día» (v. 19). En él se vislumbra de forma patente la corrupción del pecado, que se realiza en tres momentos sucesivos: el amor al dinero, la vanidad y la soberbia (cf. Homilía, 20 septiembre 2013).

El apóstol Pablo dice que «la codicia es la raíz de todos los males» (1 Tm 6,10). Esta es la causa principal de la corrupción y fuente de envidias, pleitos y recelos. El dinero puede llegar a dominarnos hasta convertirse en un ídolo tiránico (cf. Exh. ap. Evangelii gaudium, 55). En lugar de ser un instrumento a nuestro servicio para hacer el bien y ejercer la solidaridad con los demás, el dinero puede someternos, a nosotros y a todo el mundo, a una lógica egoísta que no deja lugar al amor e impide la paz.

La parábola nos muestra cómo la codicia del rico lo hace vanidoso. Su personalidad se desarrolla en la apariencia, en hacer ver a los demás lo que él se puede permitir. Pero la apariencia esconde un vacío interior. Su vida está prisionera de la exterioridad, de la dimensión más superficial y efímera de la existencia (cf. ibíd., 62).

El peldaño más bajo de esta decadencia moral es la soberbia. El hombre rico se viste como si fuera un rey, simula las maneras de un dios, olvidando que es simplemente un mortal. Para el hombre corrompido por el amor a las riquezas, no existe otra cosa que el propio yo, y por eso las personas que están a su alrededor no merecen su atención. El fruto del apego al dinero es una especie de ceguera: el rico no ve al pobre hambriento, llagado y postrado en su humillación.

Cuando miramos a este personaje, se entiende por qué el Evangelio condena con tanta claridad el amor al dinero: «Nadie puede estar al servicio de dos amos. Porque despreciará a uno y querrá al otro; o, al contrario, se dedicará al primero y no hará caso del segundo. No podéis servir a Dios y al dinero» (Mt 6,24).

  1. La Palabra es un don

El Evangelio del rico y el pobre Lázaro nos ayuda a prepararnos bien para la Pascua que se acerca. La liturgia del Miércoles de Ceniza nos invita a vivir una experiencia semejante a la que el rico ha vivido de manera muy dramática. El sacerdote, mientras impone la ceniza en la cabeza, dice las siguientes palabras: «Acuérdate de que eres polvo y al polvo volverás». El rico y el pobre, en efecto, mueren, y la parte principal de la parábola se desarrolla en el más allá. Los dos personajes descubren de repente que «sin nada vinimos al mundo, y sin nada nos iremos de él» (1 Tm 6,7).

También nuestra mirada se dirige al más allá, donde el rico mantiene un diálogo con Abraham, al que llama «padre» (Lc 16,24.27), demostrando que pertenece al pueblo de Dios. Este aspecto hace que su vida sea todavía más contradictoria, ya que hasta ahora no se había dicho nada de su relación con Dios. En efecto, en su vida no había lugar para Dios, siendo él mismo su único dios.

El rico sólo reconoce a Lázaro en medio de los tormentos de la otra vida, y quiere que sea el pobre quien le alivie su sufrimiento con un poco de agua. Los gestos que se piden a Lázaro son semejantes a los que el rico hubiera tenido que hacer y nunca realizó. Abraham, sin embargo, le explica: «Hijo, recuerda que recibiste tus bienes en vida, y Lázaro, a su vez, males: por eso encuentra aquí consuelo, mientras que tú padeces» (v. 25). En el más allá se restablece una cierta equidad y los males de la vida se equilibran con los bienes.

La parábola se prolonga, y de esta manera su mensaje se dirige a todos los cristianos. En efecto, el rico, cuyos hermanos todavía viven, pide a Abraham que les envíe a Lázaro para advertirles; pero Abraham le responde: «Tienen a Moisés y a los profetas; que los escuchen» (v. 29). Y, frente a la objeción del rico, añade: «Si no escuchan a Moisés y a los profetas, no harán caso ni aunque resucite un muerto» (v. 31).

De esta manera se descubre el verdadero problema del rico: la raíz de sus males está en no prestar oído a la Palabra de Dios; esto es lo que le llevó a no amar ya a Dios y por tanto a despreciar al prójimo. La Palabra de Dios es una fuerza viva, capaz de suscitar la conversión del corazón de los hombres y orientar nuevamente a Dios. Cerrar el corazón al don de Dios que habla tiene como efecto cerrar el corazón al don del hermano.

Queridos hermanos y hermanas, la Cuaresma es el tiempo propicio para renovarse en el encuentro con Cristo vivo en su Palabra, en los sacramentos y en el prójimo. El Señor ―que en los cuarenta días que pasó en el desierto venció los engaños del Tentador― nos muestra el camino a seguir. Que el Espíritu Santo nos guie a realizar un verdadero camino de conversión, para redescubrir el don de la Palabra de Dios, ser purificados del pecado que nos ciega y servir a Cristo presente en los hermanos necesitados. Animo a todos los fieles a que manifiesten también esta renovación espiritual participando en las campañas de Cuaresma que muchas organizaciones de la Iglesia promueven en distintas partes del mundo para que aumente la cultura del encuentro en la única familia humana. Oremos unos por otros para que, participando de la victoria de Cristo, sepamos abrir nuestras puertas a los débiles y a los pobres. Entonces viviremos y daremos un testimonio pleno de la alegría de la Pascua.

Vaticano, 18 de octubre de 2016

Fiesta de San Lucas Evangelista

FRANCISCO

(from Vatican Radio)

The Virgin of Peace is happy! We must continue to pray!

The Virgin of Peace is happy! We must continue to pray! Together we will do it!

Even if it seems that the world is crumbling under the force of the old enemy, the enemy of man and God (the unclean being, the devil), we must continue to pray. The fruits of the Good are not yet seen in our eyes but they are germinating, and, in the end, the Virgin Mary will overcome the serpent that has become a dragon.

The Virgin of Peace in Medjugorje is happy. Whoever prays links this world to the Communion of Saints in heaven. There they are helping us, also if they can not reveal in what way … since they would reveal it not only to us. That is why we must TRUST and pray.

February 2, 2017 Message to Mirjana

12“Dear children, you who are striving to offer every day of your life to my Son, you who are trying to live with Him, you who are praying and sacrificing – you are hope in this peaceless world. You are rays of the light of my Son, a living gospel, and you are my beloved apostles of love. My Son is with you. He is with those who think of Him – those who pray. But in the same way, He is patiently waiting for those who do not know Him.

Therefore, you, apostles of my love, pray with the heart and with your works show the love of my Son. This is the only hope for you, and this is also the only way to eternal life.

I, as a mother, I am here with you. Your prayers directed to me are the most beautiful roses of love for me. I cannot but be where I sense the scent of roses. There is hope. Thank you.”